Professione bambino

Reportage di Sergio Melis e Elisabetta Loi

In Perù il 53,1% della popolazione vive sotto la soglia della povertà; 1,2 milioni di peruviani vivono con meno di un dollaro al giorno. In questa situazione di disuguaglianza e povertà i bambini spesso sono costretti a dividersi tra le faccende domestiche, la scuola e il lavoro.

I bambini lavoratori, grazie alla costituzione del Manthoc nel 1976, hanno preso consapevolezza dei propri diritti. Manthoc è il primo movimento al mondo diretto dai bambini che ne fanno parte. Sulla base della sua esperienza altri movimenti sono stati creati in Perù, nel resto dell’America Latina, in India e Africa.

Il nostro reportage si è concentrato a Villa Maria del Triunfo, e Puente Piedra, quartieri a basso reddito del distretto di Lima. La maggior parte dei residenti dei quartieri sono migranti provenienti da altre province che hanno invaso la zona desertica peruviana. Oltre la metà della popolazione è povera, e un numero significativo non ha un regolare reddito. Abbiamo documentato le attività nei collegi di San Jose Obrero e San Jose Antonio Encinas, siamo stati in diverse famiglie e abbiamo seguito i bambini nelle varie attività lavorative, non si parla di sfruttamento minorile, ma di lavoro minorile organizzato.

Grazie al Prominats, un programma di microcredito erogato dall’Istituto Ifejant, molti bambini hanno avuto la possibilità di frequentare un laboratorio di pastelleria e attraverso la vendita dei prodotti realizzati, con i soldi guadagnati, hanno potuto contribuire al bilancio familiare, o utilizzarli per immatricolarsi alle scuole secondarie. Le ore dedicate al laboratorio non hanno però intaccato la corretta partecipazione al programma scolastico. Chi non frequenta i laboratori scolastici, spesso vende caramelle, lavora al mercato o svolge lavoretti saltuari come quello di riparare le buche nelle strade.

Nonostante le precarie condizioni economiche delle famiglie, nessuno rinuncia alla sfarzosa festa di promozione del sesto anno delle scuole primarie, paradossale scenario con tanto di abiti eleganti presi in affitto, catering e musica, un’occasione che permette di dimenticare almeno per un giorno le difficoltà di una vita di sacrifici.

Essere un bambino lavoratore è una forma di riscatto sociale, con i loro sacrifici stanno gettando le basi per un futuro migliore.